L’incendio e i suoi rischi
Combustione, sorgenti di innesco, prodotti della combustione, effetti del fumo sulle persone. È la parte che spiega perché tutto il resto ha senso.
Sedici ore, la parte pratica più lunga dei tre livelli, e per certe attività anche un accertamento di idoneità tecnica davanti ai Vigili del Fuoco. Prima di iscriverti conviene essere sicuri che ti serva davvero: qui sotto trovi il confronto con gli altri due.
01 I tre livelli a confronto
Dal DM 2/9/2021 i corsi non si chiamano più «rischio basso, medio e alto» ma livello 1, 2 e 3. I nomi vecchi si sentono ancora dappertutto, e gli attestati presi prima restano validi: cambia il modo di chiamarli e cambiano i rinnovi.
Fonte: decreto del Ministero dell’Interno del 2 settembre 2021, in vigore dal 4 ottobre 2022.
02 Chi ci rientra
Sono le attività in cui un principio d’incendio diventa grave in fretta: per il materiale che c’è dentro, per quante persone ci sono, o perché evacuare è complicato.
L’elenco qui accanto dà l’idea, ma la parola definitiva ce l’ha la valutazione del rischio incendio della tua attività: è lì che il livello è scritto nero su bianco.
03 L’idoneità tecnica
Per gli addetti di alcune attività la legge chiede un passo in più: l’accertamento dell’idoneità tecnica, che si svolge davanti a una commissione presso il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.
Non è un esame che si può comprare insieme al corso, e nessun centro di formazione può rilasciarlo al posto dei Vigili del Fuoco: il centro ti prepara e ti accompagna nella domanda, la valutazione la fanno loro.
02b Chi lo fa






04 Come sono divise le sedici ore
Il programma è quello fissato dal decreto. Cambia il modo di raccontarlo, e cambia quanto tempo si dedica davvero alla parte pratica: è lì che si vede se un centro fa sul serio.
Combustione, sorgenti di innesco, prodotti della combustione, effetti del fumo sulle persone. È la parte che spiega perché tutto il resto ha senso.
Impianti di rivelazione e spegnimento, compartimentazione, vie di esodo, segnaletica, e le procedure specifiche della tua attività.
Il piano di emergenza, i compiti della squadra, la chiamata dei soccorsi, l’evacuazione e l’assistenza a chi non si muove da solo.
Estintori portatili e carrellati, idranti e naspi, dispositivi di protezione, spegnimento di principi d’incendio veri e movimento in ambiente con fumo.
05 Domande
Se la tua non è qui, chiamaci: rispondiamo anche a chi poi non ci richiama.
Lo dice la valutazione del rischio incendio della tua attività, non il buon senso e nemmeno il centro di formazione. Se quel documento non ce l’hai o è fermo a prima del 2022, quello è il primo problema da risolvere.
Sì: gli attestati presi con il regime precedente restano validi. Quello che cambia è l’aggiornamento, che per il livello 3 è di otto ore ogni cinque anni.
No, e diffida di chi te lo lascia credere. L’accertamento di idoneità tecnica lo fa una commissione dei Vigili del Fuoco. Il centro prepara e accompagna nella domanda, ma il documento lo rilasciano loro.
Sedici ore in un giorno non stanno, e un corso di sicurezza fatto di corsa non serve a nessuno. Di norma sono due giornate, spesso non consecutive per non fermare l’attività.
06 Parliamone
Dicci che attività hai e cosa c’è scritto nella valutazione del rischio: se il livello 3 non ti serve te lo diciamo, invece di venderti sedici ore.
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