Obbligo documentale DM 1/9/2021 Registro dei controlli

La manutenzione antincendio sono tre lavori, e uno lo devi fare tu

Sorveglianza, controllo periodico e manutenzione sembrano sinonimi e non lo sono: cambiano le scadenze, cambia chi le può eseguire e cambia chi ne risponde. Il registro dei controlli è il documento che le tiene insieme, ed è la prima cosa che ti chiedono quando arriva una verifica.

01 Tre lavori diversi

Chi guarda, chi verifica, chi ripara

Le tre parole hanno una definizione precisa nel DM 1 settembre 2021, il decreto sui controlli in vigore dal 25 settembre 2022. Confonderle è il motivo per cui tante aziende pagano un tecnico per fare una cosa che spetta a loro, e intanto non fanno quella che spetta davvero al tecnico.

Sorveglianza a vista, spesso

Il controllo visivo che verifica, fra un controllo periodico e l’altro, che tutto sia al suo posto, raggiungibile e senza danni evidenti: l’estintore appeso dov’era, la porta che non è bloccata, il cartello non coperto. Non serve nessuna strumentazione.

Chi la fa Il datore di lavoro,
o chi incarica lui
Controllo periodico a scadenza fissa

L’insieme delle operazioni che verificano la completa e corretta funzionalità dell’impianto, con una frequenza non superiore a quella indicata dalle norme tecniche. Qui si prova, si misura, e il risultato si scrive.

Chi lo fa Tecnico manutentore
qualificato
Manutenzione quando serve

L’intervento che rimette in efficienza ciò che il controllo ha trovato fuori posto: ordinaria quando è prevista, straordinaria quando qualcosa si è rotto. È l’unica delle tre che non ha un calendario proprio: lo detta l’esito delle altre due.

Chi la fa Tecnico manutentore
qualificato

02 Il registro dei controlli

Una riga per impianto, e ognuno ha il suo passo

Il registro lo istituisce il datore di lavoro, ci si annotano i controlli periodici e gli interventi di manutenzione, e va tenuto costantemente aggiornato e a disposizione di chi viene a controllare. Non esiste una periodicità unica: ogni impianto ha la norma tecnica che gliela detta. Ecco com’è fatta una pagina di registro.

Registro dei controlli antincendio esempio dimostrativo — anno in corso
Impianto o attrezzatura
Ogni quanto
Ultima
Prossima
Stato
Estintori portatili UNI 9994-1
6 mesi
04 / 2026
10 / 2026
in regola
Rete di idranti e naspi UNI 10779
6 mesi
03 / 2026
09 / 2026
in scadenza
Rivelazione e allarme incendio UNI 11224
6 mesi
05 / 2026
11 / 2026
in regola
Impianto sprinkler UNI EN 12845
settimana, trimestre, anno
08 / 2026
08 / 2026
in regola
Porte resistenti al fuoco UNI 11473
6 mesi
11 / 2025
05 / 2026
scaduto
Illuminazione di sicurezza UNI EN 50172 · CEI
6 mesi
06 / 2026
12 / 2026
in regola
Le periodicità qui sopra sono quelle di riferimento delle norme tecniche: il produttore dell’impianto o una valutazione del rischio possono accorciarle, mai allungarle. Lo sprinkler è l’esempio di quanto la faccenda sia meno semplice di «ogni sei mesi»: ha controlli settimanali, trimestrali e annuali che convivono, più le verifiche pluriennali.

03 Cosa ci va scritto

Un registro senza queste quattro cose non prova niente

Il punto non è avere il quaderno: è che, riga per riga, si capisca chi ha fatto cosa, quando, e com’è andata. Se manca una di queste, quella riga non dimostra nulla.

Persona seduta alla scrivania che sfoglia un raccoglitore ad anelli in un ufficio
  • La data e l’impianto

    Quale attrezzatura o impianto, e in che giorno. Una riga generica «impianti» non vale per nessuno dei singoli.

  • Chi l’ha eseguito

    Ditta e tecnico identificabili, con la firma. Un timbro senza nome non dice chi ha guardato quell’impianto.

  • L’esito, anche negativo

    Cosa è stato trovato. Un registro dove tutto è sempre a posto è meno credibile, non più: i difetti trovati e risolti sono la prova che qualcuno guarda davvero.

  • Cosa è stato fatto dopo

    Se il controllo ha trovato qualcosa, ci vuole la riga dell’intervento che l’ha sistemato. Un difetto annotato e mai chiuso è peggio di non averlo scritto.

03b Cosa si guarda davvero

Cosa si guarda davvero

Gli sprinkler. Si controlla che l'ugello sia libero: una scaffalatura troppo alta lo rende inutile.
Gli sprinkler. Si controlla che l’ugello sia libero: una scaffalatura troppo alta lo rende inutile.
I raccordi. Ogni giunto è un punto di perdita: si stringe e si verifica la tenuta.
I raccordi. Ogni giunto è un punto di perdita: si stringe e si verifica la tenuta.
La pressione. Il valore va letto e scritto: è il dato che dice se l'impianto è pronto.
La pressione. Il valore va letto e scritto: è il dato che dice se l’impianto è pronto.
Il manometro. Se l'ago sta fuori dal campo verde, l'impianto non parte quando serve.
Il manometro. Se l’ago sta fuori dal campo verde, l’impianto non parte quando serve.
Il locale pompe. La pompa si avvia in prova a ogni controllo, non solo si guarda.
Il locale pompe. La pompa si avvia in prova a ogni controllo, non solo si guarda.
Il registro. Ogni intervento lascia una riga, con la data e chi l'ha fatto.
Il registro. Ogni intervento lascia una riga, con la data e chi l’ha fatto.

04 Chi può firmare

Il controllo lo firma un tecnico qualificato

Il DM 1 settembre 2021 non si limita a dire ogni quanto si controlla: dice anche chi può farlo. Il controllo periodico e la manutenzione degli impianti antincendio spettano a un tecnico manutentore qualificato, con i requisiti previsti dal decreto.

Le qualifiche sono sue, non nostre: noi ti mettiamo in contatto con i tecnici e le ditte di Roma e provincia che le hanno, e che firmano quello che hanno fatto sul tuo registro.

Due tecnici di spalle in un locale tecnico osservano le tubazioni antincendio a soffitto
Dal 25 settembre 2023

La data in cui sono entrate in vigore le disposizioni sulla qualificazione dei tecnici manutentori, dopo la proroga di un anno disposta dal DM 15 settembre 2022. Se il tuo fornitore è lo stesso da prima di allora, è il momento di chiedergli i titoli.

Quello che ci chiedono

Quattro domande che tornano a ogni sopralluogo, con la risposta corta.

Il registro devo tenerlo per forza di carta?

No: quello che conta è che sia costantemente aggiornato e disponibile a chi viene a controllare. Un registro digitale va benissimo, purché lo si possa mostrare sul posto e le firme siano riconducibili a chi ha eseguito.

La sorveglianza posso farla io, senza chiamare nessuno?

Sì, ed è proprio così che è pensata: è un controllo visivo che spetta al datore di lavoro o a chi incarica lui. Non richiede strumenti né qualifiche. Quello che non puoi fare da solo è il controllo periodico.

Se un impianto è scaduto da mesi, cosa succede?

La riga scaduta resta scritta: non si cancella e non si retrodata. Si fa il controllo, si annota la data vera e si annota l’intervento. Un registro con un buco onesto è difendibile; uno con le date aggiustate è un problema molto più grosso di un controllo saltato.

Ogni quanto vanno controllati gli estintori, davvero?

Il controllo periodico è semestrale. Da non confondere con la revisione, che per gli estintori a polvere la UNI 9994-1:2024 ha portato a 60 mesi, e con il collaudo, che è a 120 mesi. Qui c’è la vita intera di un estintore.

05 Parliamone

Dicci cosa hai in azienda, e da quanto

Ti mettiamo in contatto con i tecnici manutentori qualificati di Roma e provincia che controllano gli impianti, li rimettono in efficienza e firmano le righe del tuo registro.