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Protezione passiva UNI 11473 DM 3/11/2004

Di una porta tagliafuoco si controllano i pezzi, non la porta

Chi guarda una porta REI vede un oggetto solo. Chi la controlla ne guarda nove: la targhetta, la molla, le cerniere, il coordinatore, la guarnizione, lo scrocco, il maniglione, la battuta, l’elettromagnete. Basta che uno non lavori e la classe scritta sulla targhetta non vale più, anche se la porta sembra intatta.

Porta tagliafuoco grigia con maniglione antipanico nel corridoio di un edificio

01 L’anatomia

I nove pezzi che il controllo guarda

Passa su una voce e il pezzo si accende sul disegno. È una porta a due ante, quella dei corridoi: sulle porte a una sola anta i pezzi sono gli stessi, meno il coordinatore di chiusura.

Disegno di una porta tagliafuoco a due ante con i nove pezzi che si controllano 1 2 3 4 5 6 7 8 9

Porta a due ante — disegno nostro, non una foto

  • La targhetta

    Sta sul bordo dell’anta, dal lato delle cerniere. Porta il produttore, la classe di resistenza e il numero del certificato. Se manca, è illeggibile o qualcuno ci ha passato sopra il rullo, la porta non è più documentabile: nessuno può dimostrare che classe abbia.

  • Il dispositivo di autochiusura

    Il braccio in alto, o la molla dentro la cerniera. La prova è una sola: si apre l’anta fino in fondo e si lascia andare. Deve chiudersi da sola, fino allo scatto — non fermarsi a metà, non appoggiarsi.

  • Le cerniere

    Di solito tre, con le viti tutte presenti e serrate. Se l’anta cala anche di pochi millimetri striscia sul pavimento e la battuta non combacia più: da lì nascono metà dei difetti degli altri pezzi.

  • Il coordinatore di chiusura

    Solo sulle porte a due ante. Fa chiudere prima la secondaria e poi la principale. Senza, le due ante arrivano insieme, si accavallano e restano socchiuse: è il difetto più frequente sulle doppie, e si vede a occhio.

  • La guarnizione termoespandente

    A freddo è una striscia sottile lungo il bordo, quasi invisibile. Col calore si gonfia e chiude la fessura fra anta e telaio. Se è staccata, tagliata o verniciata, al momento buono non lavora — e nessuno se ne accorge prima.

  • La serratura e lo scrocco

    Lo scrocco deve entrare nella bocchetta da solo, senza che nessuno accompagni la porta. Se serve una spinta, la porta non è chiusa: è appoggiata.

  • Il maniglione o la maniglia

    Dal lato dell’esodo si apre con una spinta sola, senza chiavi e senza sapere come si fa. Quale dei due ti tocca non lo scegli tu: lo decide quante persone passano da quella porta, e lo scrive il DM 3/11/2004.

  • Il telaio e la battuta

    Ancorato al muro, non deformato, senza giochi. Fra anta e telaio ci vuole la fessura che indica il produttore: più larga non trattiene il fumo, più stretta e la porta si inceppa proprio quando serve.

  • L’elettromagnete di ritenuta

    È l’unico modo lecito di tenere aperta una porta tagliafuoco: un magnete collegato alla rivelazione incendi la trattiene e la lascia andare al primo segnale. Tutto il resto — cunei, estintori messi di traverso, ganci — è una porta disattivata.

02 Cosa c’è scritto sulla targhetta

«Deve essere CE»: vero per le esterne, falso per le interne

È la domanda che arriva più spesso, e la risposta giusta dipende da dove va la porta. Non è un cavillo: cambia il documento che devi avere in mano.

Porta interna Regime nazionale

Le porte pedonali interne resistenti al fuoco non hanno la marcatura CE, perché la norma europea che le riguarda, la EN 14351-2, non è armonizzata. Restano nel regime italiano: certificato di prova e omologazione del Ministero dell’Interno.

Chi ti dice che una porta interna «deve essere CE» ti sta chiedendo un documento che la legge non prevede.

Porta esterna o portone Marcatura CE

Dal 2 novembre 2019 le porte pedonali esterne resistenti al fuoco (EN 14351-1 con EN 16034) e i portoni industriali, commerciali e da garage (EN 13241 con EN 16034) devono avere la marcatura CE e la dichiarazione di prestazione del produttore.

Per questi prodotti le vecchie omologazioni nazionali sono decadute: se il fornitore te ne mostra una, quel documento non vale più.

EI₂ 60 sulla targhetta

E, I, e il vecchio REI

La E è la tenuta: fiamme e fumi caldi non passano. La I è l’isolamento: la faccia fredda non deve scaldarsi oltre il limite. Il numero sono i minuti. Il REI di una volta ci metteva davanti anche la R, la capacità portante, che per una porta non ha senso: una vecchia REI 120 corrisponde a una EI₂ 120 di oggi.

Il cuneo sotto la porta non è pigrizia: è una porta disattivata

Le porte tagliafuoco pesano e chiudono forte, e in un corridoio di passaggio danno fastidio. Così qualcuno mette un cuneo, appoggia un estintore di traverso, incastra un secchio. Da quel momento la compartimentazione non esiste più: il fumo passa da lì.

È anche il difetto più facile da contestare, perché si vede da lontano e non serve nessuno strumento per accertarlo.

Se quella porta deve stare aperta perché lì serve davvero, la soluzione c’è ed è un elettromagnete collegato alla rivelazione incendi: la tiene aperta tutto il giorno e la lascia andare al primo segnale.

Cuneo di legno infilato sotto il bordo di una porta per tenerla aperta, in un corridoio

03b Cosa la rende tale

Cosa la rende tagliafuoco

La porta. Non è una porta robusta: è un elemento certificato che tiene un tempo dichiarato.
La porta. Non è una porta robusta: è un elemento certificato che tiene un tempo dichiarato.
Il chiudiporta. Una porta tagliafuoco tenuta aperta con un cuneo non è una porta tagliafuoco.
Il chiudiporta. Una porta tagliafuoco tenuta aperta con un cuneo non è una porta tagliafuoco.
Il maniglione. Si apre spingendo, con una mano, al buio, senza sapere come funziona.
Il maniglione. Si apre spingendo, con una mano, al buio, senza sapere come funziona.
La guarnizione. La striscia dentro il telaio si gonfia col calore e chiude lo spiffero.
La guarnizione. La striscia dentro il telaio si gonfia col calore e chiude lo spiffero.
I magneti. Si può tenerla aperta, ma solo con fermi che la lasciano andare all'allarme.
I magneti. Si può tenerla aperta, ma solo con fermi che la lasciano andare all’allarme.
La scala. Ogni porta divide il fuoco dalla via che porta fuori.
La scala. Ogni porta divide il fuoco dalla via che porta fuori.

03 Ogni quanto, e chi lo firma

6 mesi, di riferimento

Dove il passaggio è intenso, il produttore può chiedere di accorciare.

Tecnico di spalle che verifica il dispositivo di autochiusura in cima a una porta metallica a due ante

Gli stessi nove pezzi, due volte l'anno

La periodicità di riferimento per il controllo delle porte resistenti al fuoco è semestrale, secondo la UNI 11473, la norma tecnica su installazione e manutenzione di questi serramenti.

Dal DM 1 settembre 2021 — il decreto sui controlli, in vigore dal 25 settembre 2022 — i controlli vanno programmati, eseguiti da un tecnico manutentore qualificato e annotati sul registro dei controlli. Il registro è il documento che ti chiedono per primo in caso di verifica.

C’è un secondo documento che quasi nessuno ricorda: il DM 3 novembre 2004 chiede che chi installa un dispositivo di apertura rilasci una dichiarazione di corretta installazione, e che il titolare dell’attività la conservi. Se è andata persa, il controllo periodico da solo non la rimpiazza.

Il controllo non lo eseguiamo noi: ti mettiamo in contatto con i tecnici qualificati di Roma e provincia che lo fanno, e che firmano quello che hanno fatto.

Quello che ci chiedono

Le quattro domande che tornano a ogni sopralluogo, con la risposta corta.

Una porta tagliafuoco può restare aperta?

Sì, ma in un modo solo: trattenuta da un elettromagnete collegato all’impianto di rivelazione, che la rilascia al primo segnale. Cunei, ganci e pesi appoggiati non sono un modo: sono una porta messa fuori servizio.

Devo mettere il maniglione antipanico su tutte le porte?

No. Il DM 3/11/2004 distingue in base a due cose: se l’attività è aperta al pubblico e quante persone usano quella porta. In diversi casi basta una maniglia a leva conforme alla UNI EN 179. Qui sotto ci sono le soglie.

La mia porta interna non ha il marchio CE: è irregolare?

No. Le porte pedonali interne resistenti al fuoco non hanno marcatura CE, perché la norma europea che le riguarda non è armonizzata: vale la certificazione nazionale con omologazione del Ministero dell’Interno. Diverso il discorso per le porte esterne e per i portoni.

Posso verniciare una porta tagliafuoco?

Solo seguendo quello che dice il produttore, e con due attenzioni che valgono sempre: la targhetta non si copre e la guarnizione termoespandente non si vernicia. Sono i due modi più comuni di rovinare una porta a norma senza accorgersene.

04 Le uscite di sicurezza

Maniglia o maniglione? Lo decide quante persone passano di lì

Il DM 3 novembre 2004 stabilisce quale dispositivo di apertura va installato sulle porte lungo le vie di esodo, nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Dipende da due cose soltanto: se l’attività è aperta al pubblico, e da quante persone usano quella porta.

Caso A Attività aperta al pubblico
fino a 9
UNI EN 179 maniglia a leva o piastra a spinta
da 10
in su
UNI EN 1125 barra orizzontale, il maniglione antipanico
Caso B Attività non aperta al pubblico
fino a 9
Nessuno dei due il decreto non prescrive un dispositivo specifico
da 10
a 25
UNI EN 179 maniglia a leva o piastra a spinta
oltre 25
UNI EN 1125 barra orizzontale, il maniglione antipanico

Un caso a parte. Dove si lavorano materiali con pericolo di esplosione o rischio d’incendio specifico, la UNI EN 1125 serve comunque quando i lavoratori addetti sono più di cinque, senza guardare le altre soglie.

05 Cosa chiede la legge alla porta di un’uscita

Cinque righe che valgono in ogni luogo di lavoro

Stanno nell’allegato IV del D.Lgs 81/2008, e non riguardano solo le attività soggette al certificato di prevenzione incendi: valgono ovunque ci sia qualcuno che lavora.

  • All. IV · 1.5.5 Le vie e le uscite di emergenza hanno altezza minima di 2 metri, e larghezza conforme alla normativa antincendio.
  • All. IV · 1.5.6 Le porte delle uscite di emergenza si aprono nel verso dell’esodo, e devono potersi aprire facilmente e immediatamente da parte di chiunque abbia bisogno di usarle.
  • All. IV · 1.5.7 Non si chiudono a chiave quando in azienda ci sono lavoratori, salvo i casi espressamente autorizzati dagli organi di vigilanza.
  • All. IV · 1.5.9 Vie, uscite e porte che vi danno accesso non vanno ostruite da oggetti: devono essere utilizzabili in ogni momento, senza impedimenti.
  • All. IV · 1.5.11 Dove serve illuminazione, ci vuole un’illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che entri in funzione se manca la corrente.

06 Parliamone

Dicci quante porte hai e dove sono

Ti mettiamo in contatto con i tecnici qualificati di Roma e provincia che installano, controllano e mettono a posto porte tagliafuoco e dispositivi di apertura, e che firmano quello che hanno fatto.