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Impianto di segnalazione UNI 9795

Serve a guadagnare i minuti che contano

Un impianto di rivelazione non spegne niente: accorge prima. Serve a far suonare l’allarme quando il fuoco è ancora un principio, mentre le persone possono uscire con calma e chi deve intervenire ha ancora tutte le opzioni aperte. Il suo valore si misura in minuti di anticipo.

01 La catena del segnale

Dal soffitto alla persona che risponde

Un impianto di rivelazione è una catena di quattro anelli. Funziona solo se tengono tutti: il rivelatore più sensibile del mondo non serve a niente se l’allarme suona in un capannone vuoto di notte, e nessuno lo sente.

primo anello

Il rivelatore sente

Un dispositivo a soffitto percepisce il fumo, il calore o la fiamma, a seconda di come è fatto e di dove è stato messo.

secondo anello

La centrale decide

Il segnale arriva alla centrale, che capisce da quale zona viene e distingue un allarme da un guasto o da una manutenzione in corso.

terzo anello

L’allarme avvisa

Sirene e lampeggianti fanno partire l’evacuazione. In alcuni impianti si attivano anche porte, serrande e sistemi di spegnimento.

quarto anello

Qualcuno riceve

La segnalazione arriva a chi deve agire: il responsabile, la portineria, una centrale di vigilanza. È l’anello che salta più spesso.

L’anello debole è quasi sempre il quarto. Capita di trovare impianti perfetti che segnalano a un numero di telefono di una persona che non lavora più lì da due anni. Quando si fa la manutenzione, quella è la prima cosa da riprovare davvero: si fa scattare l’allarme e si guarda a chi arriva.

02 Quale rivelatore, dove

Metterlo nel posto sbagliato è peggio che non metterlo

Ogni tipo di rivelatore vede una cosa diversa. Sceglierlo in base all’ambiente è quello che separa un impianto che funziona da uno che suona quando non deve e tace quando dovrebbe.

Ottico di fumo

Il più diffuso: una camera con un raggio di luce che si disperde quando entra il fumo. Sente presto i fuochi che covano.

uffici, camere, corridoi

Termico

Reagisce alla temperatura, non al fumo. Più lento, ma non si lascia ingannare da vapore e polvere.

cucine, locali tecnici, garage

Lineare a barriera

Un raggio che attraversa l’ambiente da parte a parte: copre grandi volumi senza riempire il soffitto di dispositivi.

capannoni, chiese, atri alti

Ad aspirazione

Aspira di continuo l’aria e la analizza: sente concentrazioni bassissime, molto prima degli altri.

sale server, archivi, musei

03 I falsi allarmi

Il problema che fa staccare gli impianti

Un impianto che suona a vuoto due volte al mese finisce sempre allo stesso modo: qualcuno lo mette in esclusione «per il momento», e quel momento dura anni. Un impianto escluso è come non averlo, con l’aggravante che sulla carta risulta installato.

Nella quasi totalità dei casi la causa non è un guasto: è un rivelatore del tipo sbagliato, o messo nel posto sbagliato. Si risolve intervenendo su quello, non alzando la soglia finché non sente più niente.

Il mio suona a vuoto

Le cause che troviamo più spesso

  • Rivelatore ottico messo vicino a una cucina o a una doccia: il vapore si comporta come il fumo
  • Polvere accumulata nella camera ottica, tipica dei magazzini e dei cantieri
  • Lavori di saldatura o taglio senza esclusione temporanea concordata
  • Insetti entrati nel dispositivo, più comune di quanto sembri
  • Correnti d’aria che portano fumo di scarico da un’apertura vicina
  • Dispositivi a fine vita, mai sostituiti perché «tanto funzionano»

03b Come si tiene in vita

Come si tiene in vita

I rilevatori. Uno ogni tot metri quadri, e la distanza la decide il soffitto, non l'occhio.
I rilevatori. Uno ogni tot metri quadri, e la distanza la decide il soffitto, non l’occhio.
Il soffitto. Controsoffitti e canalizzazioni cambiano dove va messo il rilevatore.
Il soffitto. Controsoffitti e canalizzazioni cambiano dove va messo il rilevatore.
La centrale. È il punto in cui si legge cosa è successo e dove: va saputa usare.
La centrale. È il punto in cui si legge cosa è successo e dove: va saputa usare.
Il cablaggio. Un loop interrotto lascia una zona muta senza che nessuno se ne accorga.
Il cablaggio. Un loop interrotto lascia una zona muta senza che nessuno se ne accorga.
La prova. Ogni rilevatore va provato davvero, non guardato da terra.
La prova. Ogni rilevatore va provato davvero, non guardato da terra.
Gli interventi. Un guasto ha una riga sul registro e un tecnico con un nome.
Gli interventi. Un guasto ha una riga sul registro e un tecnico con un nome.

04 Norme e controlli

Installarlo è metà del lavoro

La progettazione e l’installazione seguono la norma UNI 9795, e l’impianto va poi mantenuto come tutti gli altri sistemi antincendio: il controllo periodico è semestrale e lo esegue un tecnico manutentore qualificato.

Quando serve, lo dice la regola tecnica della tua attività o la valutazione del rischio incendio. In molte pratiche presentate ai Vigili del Fuoco la rivelazione è una delle misure che rendono accettabile il resto del progetto.

Il registro dei controlli
Controllo periodico dell’impianto ogni 6 mesi
Verifica funzionale dei rivelatori a rotazione programmata
Prova delle batterie della centrale a ogni controllo
Prova della segnalazione remota a ogni controllo
Registrazione sul registro dei controlli ogni intervento

05 Domande

Quello che ci chiedono

Se la tua non è qui, chiamaci: rispondiamo anche a chi sta solo valutando.

Che differenza c’è con un antifurto?

Sono due impianti diversi, con norme diverse e dispositivi diversi. Alcune centrali gestiscono entrambe le funzioni, ma la parte antincendio deve rispettare le sue regole: non basta aggiungere un rivelatore di fumo a un antifurto per dire di avere un impianto di rivelazione.

Quanti rivelatori servono per una stanza?

Dipende dalla superficie, dall’altezza del soffitto e dalla sua forma: travi e controsoffitti cambiano il modo in cui il fumo si muove. È un calcolo di progetto, non una regola a occhio.

Posso escludere una zona durante dei lavori?

Sì, ed è la cosa giusta da fare invece di subire allarmi continui — ma l’esclusione va concordata, annotata e soprattutto ripristinata alla fine. Le esclusioni dimenticate sono uno dei problemi più frequenti che si trovano durante i controlli.

L’impianto va bene anche se è vecchio?

Non c’è una data di scadenza scritta sui dispositivi, ma i rivelatori perdono sensibilità con gli anni e le centrali fuori produzione diventano impossibili da riparare. Quando i ricambi non si trovano più, il problema non è la norma: è che il primo guasto ti lascia senza impianto.

06 Parliamone

Dicci cosa hai e cosa fa

Che tu debba installarlo, farlo controllare o capire perché suona a vuoto, ti mettiamo in contatto con chi se ne occupa su Roma e provincia.