La verifica periodica sul posto: pressione, integrità, accessibilità, cartellino. Non è cambiata, resta semestrale.
Su certi fuochi l’estintore che hai a portata di mano peggiora le cose: l’acqua sui liquidi infiammabili li sparge, la polvere sui metalli può reagire, il CO₂ sull’olio che frigge lo fa schizzare. Qui sotto c’è l’incrocio fra cosa brucia e cosa hai in mano, con i tre casi in cui la risposta è «mai».

01 Quale su quale
Le classi le fissa la UNI EN 2, e non sono un’etichetta commerciale: dicono cosa sta bruciando. Da lì discende quale estinguente funziona, quale è solo inefficace, e quale non va usato mai.
| Classe di fuoco | Acqua | Schiuma | Polvere | CO₂ |
|---|---|---|---|---|
| Asolidi che fanno brace: legno, carta, tessuti, plastica | adatto | adatto | adatto | poco efficace sulla brace |
| Bliquidi infiammabili: benzina, solventi, alcol, vernici | sparge il liquido | adatto | adatto | adatto |
| Cgas infiammabili: metano, propano, idrogeno | non adatto | non adatto | adatto | adatto |
| Dmetalli combustibili: magnesio, alluminio in polvere, sodio | reagisce col metallo | reagisce col metallo | serve polvere speciale D | non adatto |
| Foli e grassi da cucina: friggitrici, cappe | l’olio schizza | schiuma specifica F | pericoloso | pericoloso |
La riga che conta di più è la F, e riguarda ogni cucina professionale: tre estinguenti su quattro sono da non usare. È il motivo per cui in una cucina non basta «avere un estintore»: serve quello giusto, e serve che chi c’è sappia qual è.
02b Dove sta il tuo



02 Il malinteso più diffuso
Nelle classi della UNI EN 2 ci sono A, B, C, D e F. Non c’è la E, perché l’elettricità non è un combustibile: quello che brucia in un quadro elettrico è la plastica dei cavi, cioè un fuoco di classe A o B.
Quello che esiste davvero è un’altra cosa, ed è scritta sul cartellino: l’indicazione che quell’estintore si può usare su apparecchi sotto tensione, con il limite di volt e la distanza minima. È un’informazione sulla sicurezza di chi lo impugna, non una classe di fuoco.
Prima di usare qualunque estintore su un quadro, la cosa giusta resta una: togliere la tensione.
03 Il cartellino
Ogni estintore ne ha uno appeso, e in trenta secondi ti dice se quell’estintore è a posto o no. Le date sono quelle che contano: se la prossima è già passata, non serve un tecnico per accorgersene.
E c’è una riga che vale quanto le date: chi l’ha fatto. Un cartellino con un timbro senza nome non dice chi ha guardato quell’estintore, e in caso di verifica è come non averlo.

04 Le tre scadenze
Sono tre cose diverse con tre periodicità diverse, e la UNI 9994-1:2024 ne ha allungate due rispetto a quello che quasi tutti i siti scrivono ancora.
La verifica periodica sul posto: pressione, integrità, accessibilità, cartellino. Non è cambiata, resta semestrale.
Si apre l’estintore e si sostituisce l’estinguente. Per la polvere è passata da 36 a 60 mesi: molti listini in giro hanno ancora il numero vecchio.
La prova di pressione del serbatoio. Passata da 144 a 120 mesi: qui il numero si è accorciato, non allungato.
Le date da sole non bastano. Quello che ti chiedono in caso di verifica è il registro dei controlli, dove ogni riga porta la firma di chi l’ha eseguita.
Come si tiene il registroQuattro domande che tornano a ogni sopralluogo, con la risposta corta.
Non c’è un numero valido per tutti: dipende dalla superficie, da cosa ci tieni dentro e dalla valutazione dei rischi. Il criterio pratico che regge è la distanza da percorrere per raggiungerne uno: se per prendere l’estintore devi attraversare il locale che sta bruciando, è messo nel posto sbagliato.
Va bene per A, B e C, ed è il motivo per cui è il più diffuso. Ma nella matrice vedi i due casi in cui non basta: sui metalli serve una polvere speciale, e in cucina sui grassi è pericoloso. Poi c’è il fatto pratico che nessuno racconta: la polvere sporca tutto, e in una sala server o in un archivio il danno lo fa lei.
Dice solo che c’è pressione. Non dice se l’estinguente è ancora efficace, se il tubo è integro, se la revisione è scaduta. È uno dei controlli, e l’unico che puoi fare a occhio: gli altri stanno sul cartellino e li firma un tecnico.
Sulle auto private in Italia non è obbligatorio. Lo è invece su autobus, mezzi per trasporto merci pericolose e altre categorie per cui la legge lo prevede. Averlo su un’auto normale è una scelta, e se la fai vale la stessa regola di tutti gli altri: va controllato, non solo comprato.
05 Parliamone
Ti mettiamo in contatto con i tecnici manutentori qualificati di Roma e provincia che controllano, revisionano e sostituiscono gli estintori, e che firmano il cartellino con nome e cognome.
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