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Segnaletica D.Lgs 81/2008, all. XXV UNI EN ISO 7010

Un cartello si legge dalla forma, prima ancora del disegno

Da lontano, di corsa, o con l’aria che si fa densa, il disegno dentro al cartello non si distingue più. Quello che resta leggibile è la forma e il colore: e non sono decorazione, sono due informazioni scritte nella legge. Un tondo dice una cosa, un triangolo un’altra, e non si scambiano.

Corridoio di un edificio pubblico con il pavimento in graniglia lucido e la porta a vetri illuminata in fondo
Le pareti di questa foto sono vuote di proposito: i cartelli qui sotto sono disegnati da noi, uno per uno. Un pittogramma di sicurezza non si improvvisa.

01 Il muro dei cartelli

Cinque categorie, cinque forme

L’allegato XXV del D.Lgs 81/2008 non lascia margini: per ogni categoria fissa la forma, i colori, e persino quanta superficie il colore deve coprire. È il motivo per cui i cartelli si somigliano in tutta Europa.

Qui sotto i colori sono il contenuto, non la grafica del sito. In tutto il resto di queste pagine i quattro colori normati non si usano insieme — sarebbero troppi. In questa sezione invece devono esserci tutti, perché è di loro che si parla.

Divieto

«Qui questa cosa non si fa»: non fumare, non usare acqua per spegnere, non passare. Il pittogramma è nero su fondo bianco, e sopra ci passa la banda rossa in diagonale.

Formatonda
Rosso almeno35%

Avvertimento

«Attenzione, qui c’è un rischio»: materiale infiammabile, tensione, carrelli in movimento. Non vieta e non obbliga: avvisa, e sta a chi legge regolarsi.

Formatriangolare
Giallo almeno50%

Prescrizione

«Qui questa cosa si deve fare»: casco, guanti, occhiali, calzature. È l’unico gruppo che impone un comportamento invece di limitarlo, ed è tutto azzurro.

Formatonda
Azzurro almeno50%

Salvataggio

«Di qua si esce»: uscite, vie di fuga, punti di raccolta, cassette di pronto soccorso. È il verde delle vie d’esodo — lo stesso verde che dà il nome a questo sito.

Formaquadrata o rettangolare
Verde almeno50%

Attrezzature antincendio

«Lo strumento è qui»: estintore, idrante, pulsante d’allarme, telefono per le emergenze. Il rosso qui non vuol dire pericolo: vuol dire attrezzatura per spegnere.

Formaquadrata o rettangolare
Rosso almeno50%

02 Dove va messo

All’ingresso, o addosso al rischio

La regola è semplice e ha due rami: se il rischio riguarda tutta una zona, il cartello sta all’ingresso della zona; se riguarda una cosa specifica, sta nelle immediate vicinanze di quella cosa.

È il motivo per cui il cartello dell’estintore va sopra l’estintore, e quello del materiale infiammabile va sulla porta del magazzino, non dentro.

All’altezza giusta, e sgombro davanti

La legge chiede che i cartelli siano collocati tenendo conto di ostacoli e angolo di visuale, e che restino ben illuminati, accessibili e visibili.

In pratica il difetto più comune non è il cartello sbagliato: è l’armadio messo davanti, lo scaffale che lo copre, la pianta che è cresciuta. Un cartello che non si vede non c’è.

03b Dove finiscono

Dove finiscono davvero

Il sopralluogo. Prima di ordinare un cartello si guarda il posto: quante uscite, che percorsi fa chi ci lavora.
Il sopralluogo. Prima di ordinare un cartello si guarda il posto: quante uscite, che percorsi fa chi ci lavora.
In cantiere. Qui la segnaletica cambia col cantiere: quello che vale a maggio non vale più a settembre.
In cantiere. Qui la segnaletica cambia col cantiere: quello che vale a maggio non vale più a settembre.
In officina. Macchine, quadri, bombole: ogni rischio ha la sua forma e il suo colore.
In officina. Macchine, quadri, bombole: ogni rischio ha la sua forma e il suo colore.
La posa. Superficie pulita e sgrassata: un adesivo messo male si stacca al primo inverno.
La posa. Superficie pulita e sgrassata: un adesivo messo male si stacca al primo inverno.
La forma prima del testo. Triangolo giallo, cerchio rosso, quadrato verde: si legge da lontano senza leggere.
La forma prima del testo. Triangolo giallo, cerchio rosso, quadrato verde: si legge da lontano senza leggere.
Al buio. È il momento in cui servono: la vernice fotoluminescente si carica di giorno e rende di notte.
Al buio. È il momento in cui servono: la vernice fotoluminescente si carica di giorno e rende di notte.

03 E quando si toglie

Un cartello si rimuove quando il rischio non c'è più

È scritto nell’allegato, e non lo fa quasi nessuno: quando il pericolo che il cartello segnalava non esiste più, quel cartello va tolto.

Non è pignoleria burocratica. Un cartello che avverte di un rischio che non c’è insegna alle persone che i cartelli si possono ignorare — e quel giorno che ce n’è uno vero, lo ignoreranno anche quello.

Le tre cose che invecchiano male

Il cartello sbiadito dal sole, che ha perso il colore e quindi metà dell’informazione. Il cartello di un macchinario smontato dieci anni fa. E la freccia che indica un’uscita che nel frattempo è stata murata: quest’ultima non è inutile, è pericolosa.

04 Quando manca la luce

Il momento in cui servono davvero è quello in cui non si vedono

Un’evacuazione seria capita spesso al buio o con l’illuminazione saltata. La legge lo prevede: dove l’illuminazione naturale è scarsa, si usano colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale.

Sono tre strade diverse, e non sono equivalenti: la prima si scarica, la seconda ha bisogno di una luce che la colpisca, la terza ha bisogno di corrente — o di una batteria che qualcuno controlla.

Fotoluminescente si carica con la luce e brilla al buio, ma dura un tempo limitato e va ricaricata
Riflettente rimanda indietro la luce che lo colpisce: serve una torcia, o i fari di chi arriva
Illuminato ha una luce propria con batteria: è il più affidabile, ed è l’unico che va nel registro dei controlli

Quello che ci chiedono

Quattro domande che tornano a ogni sopralluogo, con la risposta corta.

Posso stampare i cartelli da solo?

Un foglio A4 stampato in ufficio non è un cartello di sicurezza: sbiadisce in poche settimane, non regge l’umidità e non ha né la fotoluminescenza né i materiali previsti. La forma e i colori sarebbero anche giusti, ma durano quanto un foglio di carta — e la legge chiede che restino leggibili nel tempo.

Quanti cartelli servono?

Non c’è un numero: discende da dove sono i rischi e dove sono le vie d’esodo. Il criterio pratico è che da ogni punto in cui una persona può trovarsi si deve vedere la strada per uscire, girando la testa e senza doverla cercare.

I cartelli in inglese vanno bene?

Il punto è proprio che un cartello di sicurezza non è fatto di parole: è fatto di forma, colore e pittogramma, apposta perché funzioni con chi non parla la lingua e con chi non ha tempo di leggere. Le scritte, quando ci sono, sono un aiuto in più — non il messaggio.

Vanno annotati sul registro dei controlli?

La segnaletica illuminata sì, perché ha una lampada e una batteria che si verificano come un impianto. Per i cartelli semplici vale la sorveglianza: si guarda che ci siano, che si leggano e che nessuno li abbia coperti. Qui c’è come funziona il registro.

05 Parliamone

Dicci com'è fatto il posto, e quanto è grande

Ti mettiamo in contatto con chi fa il sopralluogo, decide quali cartelli servono e dove, e li installa a norma — comprese le uscite illuminate, che sono un impianto e vanno mantenute come tale.